Un’altra opera simbolo, apparsa agli inizi del nostro millennio è l’iconica ragazzina che lascia con la mano destra un palloncino rosso (Girl with Balloon del 2002). L’iconografia è tra le più amate di Banksy, riprodotta senza sosta su articoli di merchandising, poster e t-shirt. In generale, utilizzando rappresentazioni di bambini, Banksy riesce sempre a produrre immagini di forte carica emotiva. L’opera si apre a due possibili interpretazioni: è stato il forte vento a strappare il palloncino dalle mani della bimba o ha deciso lei di farlo volare via? La forma scelta per il palloncino è il cuore: scelta opportunamente congeniata dall’autore per aumentare la sensibilità di chi guarda. L’insieme ci suggerisce con forza l’idea di amore e di speranza. In assenza di riferimenti espliciti da parte dell’artista potremmo anche azzardare delle interpretazioni concettuali. Forse Banksy ha qui voluto rappresentare poeticamente la fine inesorabile dell’infanzia, oppure, più drammaticamente, l’infanzia rubata a migliaia di bambini nelle aree più sfortunate del pianeta.
Una versione dell’opera è comparsa in tutti i mass media nell’ottobre del 2018. La casa d’asta londinese Sotheby’s aveva messo in vendita una versione autenticata di Girl with Red Balloon, per trecentomila sterline. Dove svariati rilanci, l’opera viene battuta per poco più di un milione di sterline. A quel punto accade. Il pubblico inizia a sentire un suono digitale in sala (un bip). Pochi istanti dopo la composizione si autodistrugge di fronte agli occhi increduli dei presenti. Banksy, come in occasione delle sue incursioni nei principali musei occidentali, irrompe anche in una delle case d’asta più celebri. La sua azione è duchampiana. Marcel Duchamp, il grande dadaista, aveva messo un orinatoio in un museo. Banksy distrugge un suo capolavoro, nel tentativo di svuotare di senso il pazzo mercato dell’arte contemporanea. Entrambi vogliono prendersi gioco del sistema dell’arte. Nei giorni successivi alla distruzione, viene comunicato che l’artista aveva nascosto un tritadocumenti all’interno della cornice dorata. A metà dell’operazione di auto vandalismo (o meglio, di vandalismo dato che l’opera era già stata venduta), il meccanismo si inceppa, lasciando indenne il palloncino rosso. L’artista rivendica immediatamente la sua azione ribattezzando l’opera Love is in the Bin (cioè, “Amore cestinato”). Questo il commento della compratrice: “Quando è calato il martello … è stato uno shock, ma poi ho cominciato a rendermi conto di essere in possesso di un pezzo di storia dell’arte”. Le vicende economiche dell’opera non finiscono infatti qui. Tre anni dopo l’opera ritorna in asta e viene venduta per 18,5 milioni di sterline. Nuova provocazione riuscita di Banksy: se l’opera d’arte vale 1 milione di sterline, la spazzatura prodotta dall’artista ne vale 18 volte tanto.
