Giuseppe Mascarini, La campanella in dialogo con Attilio Andreoli, Regalo di nozze, con Giovanni Muzzioli, Note d’amore e con Giuseppe Mascarini, La pensierosa
Le opere qui esposte ci consentono di indagare le diverse sfumature del sentimento amoroso, dal corteggiamento al legame di coppia tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. In questi quattro dipinti, la figura femminile è protagonista di una grande emotività che si sviluppa dall’illusione iniziale fino al disincanto della memoria. A destra apre la parete il dipinto intitolato La campanella del lombardo Giuseppe Mascarini. L’opera, di gusto simbolista, raffigura una fanciulla seduta in un paesaggio idealizzato e incorniciata da due rampicanti di campanule. Il volto abbozza un sorriso sereno e innocente, nella mano stringe delicatamente un ramoscello, simbolo di sincerità in amore e forza d’animo. Mascarini utilizza tonalità soffuse, quasi sognanti, con pennellate corpose e compatte, per restituirci la freschezza e l’innocenza di un sentimento che sta nascendo, protetto dalla purezza della natura.
Accanto, l’atmosfera si fa più nitida e mondana con Note d’amore di Giovanni Muzzioli. L’opera ci introduce in un sontuoso interno borghese dove va in scena un corteggiamento “musicale”. Una giovane stringe uno strumento a corde mentre si scherma con un sorriso complice dallo sguardo ravvicinato del suo pretendente. La straordinaria nitidezza dei dettagli, dagli spartiti sparsi a terra al vaso di fiori sullo sfondo, esalta la freschezza e la vivacità teatrale della seduzione.
L’apice di questa progressione sentimentale viene raggiunto con Regalo di nozze di Attilio Andreoli. Esponente di spicco della Scapigliatura lombarda, Andreoli costruisce una composizione intonata su registri cromatici cupi e tonalità calde, tipiche dell’estetica del movimento. Questa densità d’ombra viene improvvisamente stemperata e illuminata dal sorriso radioso della protagonista in primo piano. L’opera allude al coronamento del corteggiamento, all’unione matrimoniale e al passaggio verso una nuova dimensione di vita condivisa, celebrata dall’intimità dei due amanti. La parete si chiude ritornando a Giuseppe Mascarini con uno dei suoi dipinti più lirici, La pensierosa, che introduce una nota malinconica. La protagonista, dall’atteggiamento trasognato, ha il capo reclinato verso il basso; nella mano sinistra regge un fiore, memoria tangibile dell’amato, ma l’atmosfera luminosa dell’innamoramento e del corteggiamento è svanita. Lo sguardo assorto della donna sembra suggerire la fine di un rapporto amoroso, il momento del distacco dall’amato, in cui la donna rimane sola con i propri pensieri, custode di un sentimento tramutato in ricordo.
