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Carlo Carrà, Donna alla toilette in confronto con Mario Sironi, Composizione con nudo

In questa parete è possibile ammirare due opere di due giganti assoluti della pittura italiana del XX secolo: Carlo Carrà e Mario Sironi. Dopo aver attraversato le febbrili stagioni delle avanguardie d’inizio secolo, i due divengono i pilastri di una profonda rifondazione figurativa, segnata dallo spirito del “ritorno all’ordine” e dal recupero della grande tradizione artistica italiana. Tuttavia, osservando queste due opere eseguite negli anni Cinquanta, nel pieno della maturità degli artisti, emerge con chiarezza come quel comune punto di partenza si sia evoluto in due direzioni stilistiche ben distinte: una rigorosa e geometrica compostezza da una parte, e una potente, inquieta sperimentazione dall’altra. L’opera di Carlo Carrà incarna perfettamente la declinazione più lirica e solida del suo personale ritorno all’ordine. La figura femminile, seduta di profilo, è colta in un momento intimo e quotidiano, eppure la scena perde ogni carattere aneddotico per farsi forma pura ed eterna. Carrà spoglia l’anatomia e lo spazio circostante di qualsiasi dettaglio superfluo, ricercando una volumetria essenziale evocativa dei maestri del Trecento e del Quattrocento toscano, come Giotto e Masaccio. La stesura del colore conferisce al dipinto una stabilità monumentale e una calma silente, dove il corpo della donna diventa un elemento architettonico fermato nel tempo. Di tutt’altro tenore è la Composizione di Mario Sironi, artista che non ha mai abbandonato un fare pittorico materico e drammatico, aderendo al movimento Novecento, teorizzato da Margherita Sarfatti. L’opera presenta un impianto tipico dell’artista, con diversi scomparti, all’interno dei quali prendono forma figure umane ed oggetti. Sulla destra spicca un nudo di spalle, candido e statuario. La pennellata sironiana qui è densa e febbrile; il colore è cupo, interrotto qua e là da improvvisi squarci di luce. Non c’è la pacata armonia di Carrà, ma una stratificazione della memoria che trasforma il quadro in un cantiere di forme archetipiche e senza tempo. Insieme, queste due opere documentano la straordinaria complessità della pittura italiana nel secolo scorso. Attraverso il tema del nudo e della figura femminile, Carrà e Sironi dimostrano che la lezione del ritorno all’ordine non è stata una formula statica, ma un territorio aperto: da un lato la ricerca di una purezza classica e rassicurante, dall’altro una riflessione tragica ed esistenziale sulla frammentazione della forma moderna.